Recensione "I giorni dell'abbandono" di Elena Ferrante (no spoiler)

Bentornati cari lettori!
In questi giorni ho deciso di aprire una nuova rubrica nel mio blog e di dedicarla esclusivamente alle recensioni letterarie. 


Cominciamo con I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante.


Autore: Elena Ferrante
Titolo: I giorni dell'abbandono
Editore: E/O
Anno pubblicazione: 2002
Pagine: 211


Trama:
La protagonista del romanzo è Olga, una donna napoletana di 38 anni, madre di due figli e moglie devota di Mario. Per lui ha rinunciato alla propria carriera di scrittrice, alla città natale e a ogni ambizione giovanile. Ha messo da parte se stessa e ha seguito il proprio uomo in giro per il mondo, fino a Torino, città in cui è ambientata la vicenda.
Un tranquillo pomeriggio di aprile, improvvisamente, lui la lascia e abbandona immediatamente la casa. Incredula, Olga incassa il colpo in silenzio, non cede, mantiene il controllo, razionalizza. Del resto è abituata ad essere paziente, accomodante e comprensiva. Rimasta sola, comincia a ricordare episodi del passato: riaffiorano i brandelli di vita condivisi con il marito e quelli in cui, da bambina, aveva assistito al dolore di una donna napoletana tradita, abbandonata e morta suicida. Gli eventi precipitano velocemente; e Mario non si decide a tornare. Offesa e umiliata, Olga si spezza e diventa volgare, isterica con i bambini, incapace di svolgere le più semplici mansioni quotidiane.
Spettatore silenzioso di questi fatti è Carrano, il solitario e misterioso vicino di casa...

Recensione:
I giorni dell'abbandono è il resoconto di un viaggio all'inferno. Olga è violentemente privata della propria corazza di certezze e perbenismo e si mostra nuda al lettore ma soprattutto a se stessa. L'intero romanzo è costituito dal suo lungo monologo, a tratti delirante, in cui ripercorre il passato.
Tutto è filtrato attraverso uno sguardo allucinato che frantuma le forme, dilata il tempo, scardina lo spazio. 
In queste pagine la Ferrante ha dato vita a un palcoscenico dell'orrore. La definitiva perdita di controllo si consuma dietro un cespuglio del parco: qui Olga soddisfa i propri bisogni fisiologici al pari di una bestia.
Il lettore è trascinato a forza nelle viscere della disperazione umana; lì dove anche l'amore materno soggiace all'egoismo del dolore.
Olga tornerà in superficie ma non sarà più la stessa. E non sarà più lo stesso neanche il lettore. 
                                                                
Opinioni personali:

Olga è un personaggio ben costruito, reso frammento per frammento, e di cui l'autrice non tace nulla.
Eppure mi è rimasta estranea, non mi ha lasciato nulla. A mio parere, ella è l'unica antagonista del romanzo, forse ancor più della giovane e perfida Carla. Infatti se questa agisce per amore, lei lo fa per odio. E l'amore sembra quasi cancellare la colpa, sublimare l'adulterio; così come l'odio corrompe, sporca e umilia. 
Se è di sporcizia che si parla, un accenno va fatto allo stile: infatti non ho gradito il linguaggio esageratamente osceno della protagonista. Pur apprezzando la scelta dell'autrice di riflettere sul lessico il crollo psicologico della donna, non ne ho condiviso l'uso smodato che ha reso alcuni brani disgustosi, danneggiando l'impianto lirico del testo.
Più piacevole è risultata la lettura della seconda parte del romanzo. Qui lo stile subisce un timido innalzamento, fino ad assestarsi definitivamente: scompaiono i fastidiosi infiniti disseminati lungo il monologo, le oscenità che insozzavano i pensieri della donna; i pensieri si dilatano, le immagini si addolciscono. 
Il personaggio che ho preferito è quello del signor Carrano che nel corso della narrazione subisce quasi una metamorfosi: il musicista curvo, dalle gambe lunghe e la lingua ruvida cambia pelle. L'autrice ci introduce nel suo universo che si trovava sempre lì, qualche metro sotto l'inferno: è un mondo paziente, umile e "quieto" come quei giorni che viviamo senza accorgercene.
In conclusione: è un romanzo aggressivo, che graffia il lettore sbattendogli in faccia lo squallore di una vita decomposta. 
Sicuramente mi aspettavo di più e non ne consiglierei la lettura, ma sono comunque curiosa di leggere L'amica geniale.
Fatemi sapere cosa ne pensate:-)

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